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	<title>Seminiamo per l&#039;Africa</title>
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	<description>Un progetto pluriennale di sviluppo agricolo sostenibile</description>
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		<title>Seminiamo per l&#8217;Africa si aggiudica il premio Ethic Awards 2012-2013</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici di Seminiamo per l&#8217;Africa, oggi condividiamo con voi una bella notizia! Lo scorso 9 maggio a Milano si è tenuta la premiazione del Retail Awards 2012-2013, premio di Mark Up e Gdoweek (gruppo24ore) dedicato al mondo distibutivo operante in Italia. Dodici le categorie premiate, tra le quali la sostenibilità con un riconoscimento intitolato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/stringa-foto22.jpg"><img class="alignright  wp-image-2339" title="stringa foto2" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/stringa-foto22.jpg" alt="" width="175" height="1201" /></a>Cari amici di Seminiamo per l&#8217;Africa, oggi condividiamo con voi una bella notizia!<br />
Lo scorso 9 maggio a Milano si è tenuta la premiazione del Retail Awards 2012-2013, premio di Mark Up e Gdoweek (gruppo24ore) dedicato al mondo distibutivo operante in Italia.<br />
Dodici le categorie premiate, tra le quali la sostenibilità con un riconoscimento intitolato &#8220;<strong>Ethic Awards</strong>&#8221; aperto anche alle aziende non distributive.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al suo impegno concreto nel nostro progetto Seminiamo per l&#8217;Africa, <strong>Cannamela</strong> è stata premiata proprio in questa categoria, come <strong>promotore e attore di politiche etiche e solidali dedicate al sud del mondo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2011 infatti <strong>Cannamela investe e contribuisce al progetto Seminiamo per l&#8217;Africa non solo con risorse economiche ma anche con risorse umane</strong>, fornendo il proprio know how e le proprie competenze a servizio del progetto. Questo si è rivelato uno dei fattori chiave di successo che hanno permesso all&#8217;azienda di ottenere questo importante riconoscimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Cannamela ha da sempre nella propria filosofia lo sviluppo sostenibile e grazie a <strong>CEFA Onlus</strong> ha avuto la possibilità di impegnarsi sempre di più in questa direzione mettendosi in gioco in un <strong>grande progetto pluriennale di sviluppo agricolo sostenibile</strong> che sta dando grandi soddisfazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo più di due anni di lavoro, tutti i gruppi coinvolti nel nostro progetto hanno infatti raggiunto buoni livelli di autonomia in una o più attività proposte da CEFA.<br />
Hanno imparato ad organizzarsi al loro interno, distribuendosi ruoli e responsabilità e ad occuparsi dell&#8217;aspetto di gestione e manutenzione delle attività stesse.<br />
La caratteristica fondamentale del progetto Seminiamo per l&#8217;Africa è che non si tratta di una semplice &#8220;donazione di risorse&#8221; quanto di un processo di sviluppo delle conoscenze e di trasferimento di know-how verso i gruppi coinvolti che saranno in condizione di continuare il percorso di crescita sostenibile anche quando il progetto sarà terminato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le attività promosse all&#8217;interno del progetto c&#8217;è stata la costruzione di un bacino idrico che ha permesso di fornire acqua filtrata ad oltre 1.250 persone, consentendo l’irrigazione delle coltivazioni di ortaggi destinati al consumo locale, garantendo quindi alle famiglie locali un apporto di vitamine ed altri elementi nutritivi non presenti nella loro dieta alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">E come sapete il nostro progetto continua a crescere e ci sono già nuove sfide all&#8217;orizzonte.<br />
Giorno dopo giorno anche la Casa del Miele sta prendendo forma, l&#8217;attività apiaria continua ad espandersi e finalmente si iniziano a raccogliere i primi frutti!<br />
Una volta completata la Casa del Miele darà lavoro a 9 cooperative di apicoltori e ci consentirà di migliorare la carente dieta alimentare della popolazione locale&#8230; http://www.seminiamoperlafrica.it/il-progetto/la-casa-del-miele/</p>
<p style="text-align: justify;">Continuate a seguirci per essere sempre aggiornati sull&#8217;avanzamento del nostro progetto, a presto!</p>
<p style="text-align: justify;">Lo staff di Seminiamo per l&#8217;Africa</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La suddivisione della terra nella cultura Luo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 13:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insieme al nostro collaboratore Evans continuiamo il nostro &#8220;viaggio&#8221; alla scoperta degli usi e delle tradizioni della cultura Luo&#8230; &#160; &#8220;Nella cultura Luo quando un uomo raggiungeva la maturità era considerato abbastanza anziano da poter dormire nella propria casa e non più in quella del padre. Da tradizione il primogenito costruiva la sua capanna (Simba) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Insieme al nostro collaboratore Evans continuiamo il nostro &#8220;viaggio&#8221; alla scoperta degli usi e delle tradizioni della cultura Luo&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nella cultura Luo quando un uomo raggiungeva la maturità era considerato abbastanza anziano da poter dormire nella propria casa</strong> e non più in quella del padre.<br />
Da tradizione<strong> il primogenito costruiva la sua capanna (Simba) sul lato destro della casa del padre</strong>, il secondo figlio maschio la costruiva sul lato sinistro e così via. La capanna era una piccola casa costruita usando fango e sterco di mucca spalmati sui muri interni.  All’esterno era supportata da alcuni tronchi ed il tetto era di paglia. La porta della capanna era sempre affacciata verso il sentiero che porta alla casa del padre.</p>
<p style="text-align: justify;">
Iniziare a costruire una capanna era segno che i giovani della famiglia stavano diventando adulti ed erano pronti per formare e crescere le proprie famiglie. Il primogenito stanziava la sua capanna per primo, a seguire il secondogenito e così via. Era infatti tradizione costruire le capanne dei figli  tutte durante lo stesso anno. <strong>Il più anziano dei fratelli poteva vivere nella sua capanna e sposarsi solo dopo che al secondogenito era stato consentito di costruire la sua Simba</strong>; allo stesso modo il secondogenito poteva sposarsi quando il terzo costruiva la propria capanna e così via a seguire. Questo simboleggiava l’ordine della proprietà.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Alle giovani donne non spettava mai per eredità la terra.</strong> Le donne venivano infatti scelte dai mariti e quando si sposavano andavano a vivere nella casa che i loro mariti avevano ereditato dai loro padri.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Se la terra del padre non era abbastanza grande al primogenito maschio era concesso spostarsi fuori dalla terra del padre per acquisire quella di qualcun’altro e costruire lì la sua casa (Dalla).</strong> Se invece la terra del padre era abbastanza grande per tutti i figli e il più anziano di questi sceglieva di rimanerci così avrebbe fatto anche il figlio più giovane&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Evans</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I progressi della Ogongo Secondary School</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 13:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Ricordate “Ogongo Secondary School”? E’ in questa scuola secondaria che, nell’ultimo trimestre dello scorso anno abbiamo introdotto due progetti: la costruzione di una serra e l’apicoltura, iniziative supportate dal progetto Seminiamo per l’Africa. Ebbene la serra, ultimata nel mese di Dicembre, con la riapertura dell’anno scolastico ha accolto un folto gruppo di studenti frequentanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/SAM_0653-bassa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2212" title="SAM_0653-bassa" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/SAM_0653-bassa-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><strong>Ricordate “Ogongo Secondary School”?</strong><br />
E’<strong> in questa scuola secondaria</strong> che, nell’ultimo trimestre dello scorso anno <strong>abbiamo introdotto</strong> <strong>due progetti: la costruzione di una serra e l’apicoltura</strong>, iniziative supportate dal progetto Seminiamo per l’Africa.</p>
<p>Ebbene la serra, ultimata nel mese di Dicembre, con la riapertura dell’anno scolastico ha accolto un folto gruppo di studenti frequentanti il terzo ed il quarto anno di studi superiori in occasione delle due giornate di formazione condotte da un consulente agronomo sulla gestione di colture in serra.<br />
Ha fatto seguito, poi, la semina in semenzaio di <strong>pomodori</strong> che, in tre/quattro settimane a partire dalla messa a dimora,  saranno <strong>pronti per essere trapiantati e coltivati in serra.</strong></p>
<p><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/Silvan-il-consulente-agronomo-conduce-una-lezione-sulle-colture-in-serra-bassa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2213" title="Silvan, il consulente agronomo, conduce una lezione sulle colture in serra-bassa" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/Silvan-il-consulente-agronomo-conduce-una-lezione-sulle-colture-in-serra-bassa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Gli studenti</strong>, guidati dal loro insegnante &#8211; capo del dipartimento agricolo nella scuola &#8211; Mr. Jectone, <strong>seguiranno tutte le tappe della coltura dei pomodori in serra</strong>, apprendendo quotidianamente dalla pratica che svolgeranno all’interno della serra nel prendersi cura delle piantine e nell’applicare quanto appreso a livello teorico nelle giornate di formazione e quanto studiato all’interno del curriculum di studi superiori in materia agricola.</p>
<p><strong>Noi del CEFA</strong>, in quanto promotori di tale iniziativa, <strong>seguiremo passo passo gli studenti ed il loro insegnante</strong>, avvalendoci del supporto offerto dal Ministero dell’Agricoltura, che, a livello distrettuale, fornirà assistenza tecnica nella gestione della serra e delle sue colture, per far sì che quanto seminato fino ad ora in termini di conoscenza porti frutto e si moltiplichi non solo all’interno della serra da noi fornita alla scuola, ma anche nella comunità circostante, sempre attenta alle iniziative che il CEFA promuove sul territorio.</p>
<p>Elisa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il matrimonio nella cultura Luo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 16:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Evans continua a raccontarci le curiosità e le particolarità della tradizione kenyota. Oggi ci parla del matrimonio nella cultura Luo&#8230; &#8220;Anticamente, nella cultura Luo, il matrimonio era una cerimonia molto elaborata. Non era permesso ai giovani uomini e alle giovani donne vedersi come amici fino a quando non fossero considerati abbastanza maturi per impegnarsi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Evans continua a raccontarci le curiosità e le particolarità della tradizione kenyota. Oggi ci parla del matrimonio nella cultura Luo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8220;Anticamente, nella cultura Luo, il matrimonio era una cerimonia molto elaborata. <strong>Non era permesso ai giovani uomini e alle giovani donne vedersi come amici fino a quando non fossero considerati abbastanza maturi per impegnarsi in una relazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’interazione fra loro si limitava agli eventi sociali</strong> come le cerimonie di passaggio all’età adulta, matrimoni, funerali… per il resto, anche solo spendere qualche momento a parlare era davvero difficile.<br />
I ragazzi potevano incontrare le ragazze solo quando queste scendevano al fiume o al lago per raccogliere l’acqua per gli usi domestici. E potevano accompagnarle solo durante il percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cose non erano affatto facili per i ragazzi, specialmente se a piacergli era una giovane donna i cui genitori erano molto restrittivi. Molte famiglie mandavano infatti a controllare le proprie figlie quando uscivano e ciò rendeva quasi impossibile per gli ammiratori segreti rivelarsi.<br />
Quando un ragazzo incontrava una donna con cui desiderava iniziare una relazione, chiedeva allo zio o alla sorella, o a qualche altro parente stretto, di informarla per conoscerne la reazione ed eventualmente approcciarsi alla famiglia per chiedere il permesso a iniziare la relazione.<br />
Dopo il corteggiamento e l’avvio della relazione, il ragazzo si recava quindi dalla famiglia della giovane donna accompagnato dai suoi zii, fratelli e cugini per le presentazioni ufficiali alla famiglia della ragazza.<br />
<strong>Con questa cerimonia, chiamata “AYIE” (accoglienza in lingua Luo), i parenti accettavano la relazione e permettevano di portarla avanti. E durante questa cerimonia veniva stabilita e concordata la dote.</strong><br />
Il giorno in cui il promesso sposo si presentava con la dote &#8211; nella maggior parte dei casi si trattava di bestiame – egli veniva accompagnato dai suoi fratelli e zii o altri membri stretti della famiglia. Essi conducevano il bestiame alla casa della promessa sposa e, in alcune occasioni, si recavano su un pezzo di terra della sposa promessa per ararlo e zapparlo a mano. Questo si faceva soprattutto per assicurare la giovane donna che non sarebbe stata affidata a un uomo pigro e che le avrebbe assicurato abbastanza cibo, a lei e alla sua famiglia.<br />
Dopo aver dimostrato di saper lavorare la terra, al ragazzo e ai giovani uomini che lo accompagnavano veniva dato del cibo e delle bevande per affrontare il viaggio di ritorno alla loro casa.<br />
Il giorno successivo, al primo canto del gallo, i giovani uomini si alzavano presto per partire con la promessa sposa ma, solitamente, prima, dovevano ingaggiare una lotta per la conquista della giovane donna contro i suoi fratelli e cugini. Se la lotta non veniva ingaggiata allora la giovane donna rimaneva con la sua famiglia in attesa di un lottatore migliore che la poteva portare via dai suoi cugini e fratelli. Questo era un modo per assicurarsi che il giovane promesso sposo potesse proteggere la loro sorella e cugina qualora fosse stato necessario.<br />
Dopo la lotta, il giovane uomo e i giovani uomini che lo accompagnavano avrebbero portato la ragazza alla loro casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Solo allora sarebbero potuti vivere come marito e moglie&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Evans</p>
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		<title>La scelta dei nomi nella cultura Luo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 16:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Evans, uno dei collaboratori del nostro progetto, ci spiega una curiosa particolarità della tradizione Luo, legata alla scelta dei nomi dei nuovi nati&#8230; &#160; &#8220;Nella cultura Africana, e quindi anche nella cultura Luo, la scelta del nome da dare a un bambino è un momento di grande interesse. Quando un bambino nasce, nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Evans, uno dei collaboratori del nostro progetto, ci spiega una curiosa particolarità della tradizione Luo, legata alla scelta dei nomi dei nuovi nati&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/02/Evans-il-contabile2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2195" title="Evans, il contabile2" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/02/Evans-il-contabile2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>&#8220;<strong>Nella cultura Africana, e quindi anche nella cultura Luo, la scelta del nome da dare a un bambino è un momento di grande interesse. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando un bambino nasce, nella cultura Luo, a lei o lui <strong>può venir dato il nome in base al momento della giornata in cui viene al mondo</strong>. Per esempio, a un bambino che nasce durante un giorno di pioggia è dato il nome Okoth (se è maschio, da Koth, pioggia) o Akoth (se è femmina). Un bambino nato durante la notte, invece, è chiamato Otieno (se è maschio, dove Otieno si riferisce alle ore notturne) o Atieno (se è femmina). Un bambino nato nel tardo pomeriggio o nelle ore serali prenderà il nome di Odhiambo, se maschio, o Adhiambo se femmina.</em><br />
<em>Ad alcuni bambini, inoltre, viene dato il nome di persone famose che possono essere ancora vive o che, al contrario,  sono morte. Alcuni scelgono infatti di dare ai loro figli il nome di guerrieri Luo come Lwanda Magere che guidò la comunità contro gli attacchi dei nemici. Ancora, <strong>altre persone scelgono di dare ai propri bambini il nome dei loro genitori o dei loro nonni.</strong></em><br />
<em>Quando il parto è problematico e la donna subisce un aborto spontaneo o il suo bambino muore poco dopo la nascita, la credenza vuole che spiriti cattivi siano i responsabili della sua morte. In questo caso, per scacciarli, la donna colloca simbolicamente il neonato sulla soglia della sua casa, come se fosse stato abbandonato. Così facendo, chi trova il bambino abbandonato fuori dalla porta di casa, vi entra portandolo in braccio e chiedendo di chi è (“Mae nyathi mane ma owit oko kae?”). Il bambino prende quindi il nome di Owiti (se maschio, dove Wito significa abbandonare, buttare via) e Awiti (se femmina). Questo è fatto per confondere gli spiriti che si crede si scaglino contro la mamma e le impediscano di crescere tutti i suoi bambini.</em><br />
<em><strong>Ai gemelli infine è usanza dare il nome in base a chi nasce per primo.</strong> In questo caso il bambino si chiamerà Opiyo (se maschio, dal termine Piyo che significa, in fretta, per primo) o Apiyo (se femmina) mentre il gemello che nasce dopo è chiamato Odongo (se maschio, dal vocabolo Dong, che letteralmente significa “che rimane” e quindi “ultimo”) o Adongo (se femmina).</em><br />
<em><strong>È facile, quindi, nella cultura Luo, individuare dai nomi delle persone il tempo, la stagione o l’evento che stava accadendo al momento della loro nascita&#8221;.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><em>Evans</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diffusione dell&#8217;apicoltura: buoni esempi</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 15:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Mr. Salmon è un ex insegnante di scuola elementare da qualche anno in pensione. Vive in Rusinga, distretto di Mbita e, insieme alle sue tre mogli si dedica a molteplici attività agricole quali l’allevamento di capre da latte e di polli e la coltivazione di colture (granoturco, fagioli, verdure locali e cassava) a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/02/salmon1.jpg"><img class="wp-image-2185 alignleft" title="salmon" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/02/salmon1-1024x768.jpg" alt="" width="590" height="442" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mr. Salmon è un ex insegnante di scuola elementare da qualche anno in pensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vive in Rusinga, distretto di Mbita e, insieme alle sue tre mogli si dedica a molteplici attività agricole quali l’allevamento di capre da latte e di polli e la coltivazione di colture (granoturco, fagioli, verdure locali e cassava) a pieno campo, a cui si è aggiunta, qualche mese orsono, l’apicoltura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mr. Salmon</strong> infatti <strong>ha aderito con entusiasmo alla nostra campagna di divulgazione dell’apicoltura tanto da decidere di riservare una parte del terreno adiacente la sua abitazione all’allevamento delle api.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ha ripulito l’area dalle erbacce e eretto i piedistalli che sosterranno le arnie, per poi dislocare le 4 arnie Langstroth seguendo le indicazioni del nostro consulente in apicoltura Martin.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma si sa, apicoltori non si nasce, si diventa&#8230; quindi Mr. Salmon <strong>ha partecipato attivamente ad un ciclo di formazione</strong> offerto dal nostro programma affiancando un altro dei nuovi gruppo che ha abbracciato la pratica, Kombe farmers group.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornato a Rusinga <strong>ha poi divulgato la conoscenza appresa</strong> e ora nuovi agricoltori fanno visita alla nostra sede per conoscere meglio in cosa consista il nostro progetto e diventare parte del nostro programma di apicoltura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con la visita di Roger</strong>, rappresentante di Cannamela e testimonial della campagna, <strong>è arrivata una bella sorpresa per Mr. Salmon e la sua intera famiglia: una nuova arnia</strong> da aggiungere alle 4 già colonizzate dalle api!</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, aspettiamo di assaggiare il primo miele, frutto del paziente e silenzioso lavoro delle api e della costanza di Mr. Salmon e delle sue mogli nel seguire le pratiche apprese!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Elisa</p>
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		<title>Dhil gi chir, il coraggio di andare avanti</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 15:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/02/heather.jpg"><img class="wp-image-2177 alignleft" title="heather" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/02/heather-1024x768.jpg" alt="" width="655" height="491" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dhil gi chir (Il coraggio di andare avanti) è il nome di un nuovo gruppo</strong> con cui abbiamo da poco iniziato a collaborare e presso cui abbiamo diffuso la pratica dell’apicoltura.</p>
<p style="text-align: justify;">Si trova nel Distretto di Mbita, a 45 minuti dalla città, in quella che qui, da un punto di vista amministrativo, chiamiamo <strong>Lambwe Division.</strong><br />
Martin, nostro consulente in apicoltura, ci ha segnalato il gruppo e, dopo una valutazione sulle reali intenzioni dei suoi membri, sulle condizioni ambientali in cui il gruppo si trova (se favorevoli o no all’introduzione dell’apicoltura) e sul contributo che i suoi membri saranno in grado di offrire allo sviluppo dell’attività abbiamo deciso di annoveralo tra quelli già esistenti e di promuovere la diffusione delle arnie Langstroth e delle buone pratiche nell’allevamento delle api.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il gruppo si è dimostrato immediatamente attivo</strong>: in concomitanza con le tre giornate di formazione, i membri del gruppo hanno messo a disposizione materiali e forza lavoro e costruito i sostegni alle arnie in un luogo individuato con Martin: è così sorto un piccolo e raccolto apiario accanto ad un corso d’acqua e in un’area circondata da una varietà di vegetazione in grado di proteggere le arnie e di fornire alle api nettare e polline.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’apiario è stato attrezzato con 4 arnie</strong>, regolarmente ispezionate da Martin e da due membri del gruppo, <strong>a cui si è aggiunta una nuova arnia consegnata da Roger</strong> durante la sua ultima visita al nostro progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Roger ha stupito tutti siglando l’arnia a nome della moglie Heather, suo regalo del vicino natale per lei&#8230; un gesto dolcissimo per ricordarci che un regalo ad una persona che amiamo si può tramutare in un gesto di solidarietà autentica!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie Roger, a nome di tutto il gruppo Dhil gi Chir!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Visita alla scuola di Ogongo</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 15:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Ogongo, 25 gennaio 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
La giornata di oggi mi ha portata ad Ogongo, in visita alla scuola secondaria di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi. Le lezioni sono ufficialmente riprese il 7 gennaio e gli studenti sono al momento impegnati con la prima sessione di esami interni. Ecco perché non si sente volare una mosca in tutta la scuola&#8230;.exams in progress!</p>
<p style="text-align: justify;">Con me c’era il nostro operatore di campo Elias e il consulente in apicoltura Martin. Ad attenderci il Preside della scuola Mr. Omway e l’insegnante di agricoltura Jectone, con i quali ci siamo relazionati, fin dall’inizio della collaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/Una-bellissima-piantina-di-Acacia-Mellifera-in-crescita.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2168" title="Una bellissima piantina di Acacia Mellifera in crescita" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/Una-bellissima-piantina-di-Acacia-Mellifera-in-crescita-768x1024.jpg" alt="" width="239" height="319" /></a>Con la visita di Roger alla scuola nel mese di Novembre, <strong>abbiamo lanciato il programma di apicoltura</strong>, dopo averlo introdotto nella vicina Mbita High School. Qui ad Ogongo in quell’occasione <strong>abbiamo consegnato 5 arnie Langstroth e piantato le prime piantine</strong> innestate di mango e alcuni esemplari di Acacia Mellifera proprio di fronte all’area in cui sorgerà il nostro apiario.</p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo constatare la salute delle piantine e’ buona: <strong>le Acacie donate sono rigogliose, verdi e ben protette dagli animali</strong> che ogni tanto pascolano liberi nel compound della scuola. Questo ci sprona ad offrire alla scuola nuove piantine, ma il momento più opportuno sarà con l’arrivo delle piogge previste per marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Visitiamo l’area in cui sorgerà l’apiario e qui troviamo Amadi, la persona che costruirà di propria mano la dimora delle arnie! <strong><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/Amadi-alle-prese-con-lo-scavo-dei-buchi-dove-verranno-inseriti-i-pali-dellapiario.jpg"><img class="alignright  wp-image-2155" title="Amadi, alle prese con lo scavo dei buchi dove verranno inseriti i pali dell'apiario" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/Amadi-alle-prese-con-lo-scavo-dei-buchi-dove-verranno-inseriti-i-pali-dellapiario-768x1024.jpg" alt="" width="344" height="458" /></a>Amadi è alle prese con lo scavo dei buchi nel terreno secco e asciutto</strong> e ci spiega che, in pochi giorni completerà gli scavi e innalzerà i pali della recinzione. Martin osserva attento l’intera area, circondata da una varietà di alberi forestali e suggerisce l’altezza a cui innalzare i pali affinché gli alberi limitrofi crescendo, non intralcino la rete che coprirà l’apiario. Ci si confronta sui tempi che la struttura richiederà per essere terminata e sulla dislocazione delle 5 arnie per catturare le colonie di api prima di spostarle nell’apiario.</p>
<p style="text-align: justify;">Jectone ci mostra un altro progetto che si sta facendo strada nella scuola: <strong>il Ministero per la Pesca ha finanziato lo scavo di un fish pond</strong>, una vasca per l’allevamento dei pesci, verosimilmente si tratterà di Tilapie. Il Direttivo scolastico ha deciso di predisporre lo scavo a pochi metri dal luogo destinato all’apiario, così da offrire alle api acqua in abbondanza, distraendole dall’avvicinarsi alle cucine ed ai vicini serbatoi per l’acqua. <a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/Il-fish-pond-in-costruzione-sponsorizzato-dal-Ministero-della-pesca.jpg"><img class="wp-image-2160 alignleft" title="Il fish pond in costruzione sponsorizzato dal Ministero della pesca" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/Il-fish-pond-in-costruzione-sponsorizzato-dal-Ministero-della-pesca-1024x768.jpg" alt="" width="430" height="323" /></a>Anche quest’ultima attività, insieme all’apicoltura ed alla coltivazione delle colture in serra promosse dal CEFA, diventerà per la scuola un’attività generatrice di reddito a supporto delle ingenti spese che ogni giorno l’istituto superiore si trova ad affrontare, oltre che offrire ai ragazzi un esempio di attività produttive replicabili nel proprio futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">I passi avanti di cui siamo stati testimoni oggi e l’impegno dimostrato dal personale scolastico ci fanno ben sperare che anche il ciclo di formazioni in apicoltura e in gestione delle colture in serra che intendiamo organizzare nel mese di Febbraio, vedranno la partecipazione attiva degli studenti iscritti al Young Farmers Club interno alla scuola. Intanto, <strong>nelle settimane a venire seguiremo la costruzione dell’apiario e con curiosità vedremo nascere il fish pond, in attesa delle piogge a riempirlo e a rendere rigogliose le nostre piantine da frutto!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Elisa</p>
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		<title>Finalmente a Mbita</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 15:34:38 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Mbita, 21 Gennaio 2013</p>
<p style="text-align: justify;">
Che soddisfazione tornare a Mbita e trovare il sole! Solo chi non apprezza le lunghe giornate invernali e nebbiose del Nord d’Italia come me può capire cosa significa abbracciare il sole caldo del Kenya, essere abbagliati dalla luce intensa del mattino e provare un profondo senso di ritorno “a casa”!</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo sole due settimane trascorse in Italia nel freddo mese che anticipa ogni anno la mia venuta al mondo, <strong>tornare in Kenya è stato un bel regalo</strong>, anche se, in agguato nel mio corpo già un po’ debilitato dalle traversie dell’ultimo anno di progetto, si nascondeva quello che pensavo di aver scampato, il virus dell’influenza italiana, souvenir poco gradito della mia trasferta invernale.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il mio rientro a Mbita è stato posticipato di una settimana e potete immaginare, o forse no, per coloro che a Nairobi non ci sono mai stati, cosa voglia dire essere bloccati in quella grande città da soli e in preda a brividi che non ti tengono in piedi, 500 km lontani dalla tua meta, con tutti i programmi da rifare sognando più che mai di rimettersi in forze.</p>
<p style="text-align: justify;">I miei colleghi la vedevano diversamente, così come anche mio marito Kennedy, dall’altra parte del Paese ad attendermi: “Fosse successo a Mbita non avresti saputo dove andare e come curarti, quindi nessun male viene per nuocere&#8230;”. Vero anche questo. Così mi armo di santa pazienza e, titubante, ingollo gli antibiotici, che lentamente mi rimettono in sesto <strong>ed eccomi di nuovo nella mia casetta di Mbita pronta a riprendere il lavoro interrotto a Dicembre</strong>&#8230; sembra passato un attimo da quando abbiamo chiuso le attività per Natale, ma in quell’attimo sono volata in Italia e sono tornata, le piogge del mese di Dicembre hanno colorato tutto di verde, i nostri gruppi hanno iniziato a prendere dimestichezza con i trattori manuali donati dal CEFA, le nostre api hanno perseverato nel loro silenzioso lavoro, il nostro contabile ha fatto rientro a Mbita e, cadendo da una moto, ha perso le chiavi della sede, gli studenti delle scuole secondarie con cui lavoriamo hanno ripreso le lezioni e le piantine che abbiamo messo a dimora nel fresco terreno di Dicembre, ora sono alte qualche centimetro in più incoraggiando il lavoro che verrà.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo il mio ritorno a Mbita è tutto questo e molto altro ancora, un passaggio tra due mondi che valico sempre con stupore, tanto sono diverse le due realtà che viviamo e che proviamo a raccontare, senza riuscire mai a dipingerle per quello che sono in profondità. Ma la verità è che forse, alla soglia dei miei primi 10 anni di Kenya, non appartengo a nessuno dei due, sono una miscela di entrambi, che si amalgama con i pensieri sempre nuovi che mi animano e che mi tengono occupata nella giornata, che nascondono ogni tanto, nostalgia e irrequietezza per il tempo che trascorre trascinando con sé una parte di noi. Ma in questo tempo sono di nuovo qui a Mbita, con un nuovo progetto tra le mani, un intero anno da scrivere e tanti volti da farvi conoscere attraverso quello che i miei occhi leggeranno di questa cangiante realtà di sole che è il Kenya!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Elisa</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ogongo secondary school</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 16:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annagiulia</dc:creator>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un messaggio arrivatoci da Giulio qualche tempo fa&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/DSCN1393-ridotta.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2144" title="DSCN1393 ridotta" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/DSCN1393-ridotta-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Oggi siamo andati a visitare Ogongo Secondary School per controllare lo stato di  avanzamento della nuova serra che il CEFA ha donato alla scuola. La storia della nostra collaborazione è iniziata più di tre anni fa, quando l’ingegnere Monini, primo volontario in quest’area ha saggiamente deciso d’investire nei giovani attraverso la costruzione di un pozzo di acqua potabile. <strong>Oggi il nostro intervento premia la saggia gestione della scuola e stiamo costruendo una serra.</strong><br />
Come sempre accade quando il CEFA scende in campo, la sua azione d’intervento si basa sulla valutazione d’interventi al contempo di corto, medio e lungo periodo. Il principio cardine del CEFA, infatti, vuole concentrarsi su di uno sviluppo agro-sociale regionale con una presenza prolungata capace di conoscere profondamente il territorio, gli attori che vi operano, interpretare le necessità reali e selezionare le azioni e gli interventi che realmente raggiungano i beneficiari.<br />
Questo rappresenta il “lavoro” che il CEFA svolge sul “field”, sul territorio, attraverso i suoi operatori. Il passo che segue è quello di coinvolgere aziende, singoli cittadini e istituzioni, in Italia, per la risoluzione dei problemi individuati con la volontà di creare un’informazione e sensibilizzazione che sia reale, vissuta e partecipata.<br />
Attraverso Seminiamo Per l’Africa, si descrivono i nostri interventi con testimonianze, filmati e foto che permettono a tutti coloro ne siano interessati, di prendere coscienza di ciò che stiamo REALMENTE facendo giorno dopo giorno! <strong>Devo dire di essere orgoglioso di appartenere a questa grande famiglia!</strong></p>
<p>La serra di Ogongo Secondary school credo che possa prendersi come un esempio del risultato ottenuto dalla reale e costante presenza del CEFA sul campo, ove ha avuto l’opportunità di monitorare i risultati delle azioni realizzate, determinarne il livello di sostenibilità e successo.<br />
In questo caso, il comitato scolastico, composto dal preside, dai rappresentanti dei genitori degli studenti, da alcuni esponenti della società civile limitrofa e delle autorità pubbliche ha dimostrato di saper saggiamente gestire l’acqua che il CEFA aveva messo loro a disposizione con la costruzione del pozzo. Nei trascorsi tre anni, infatti, oltre che essere utilizzata dalla scuola secondaria e una primaria limitrofa, è stata venduta, a prezzi accessibili, alla popolazione di Ogongo. Questo villaggio, dista dal lago vari chilometri per cui la popolazione ha potuto godere del servizio di “fresh water”, con tutti i benefici che l’acqua potabile include. La scuola, con i fondi ricavati dalla vendita dell’acqua, oltre che a creare un fondo di ammortamento per la riparazione e sostituzione della pompa, ha anche provveduto alla costruzione di un nuovo edificio adibito ad aule ed ha anche ottimizzato le condizioni delle cucine, limitando il consumo di legna da ardere e quindi risparmiando su alcuni costi di gestione.</p>
<p><strong>E ora il CEFA, lavorando assieme al Preside e ai Professori della scuola, ha deciso di continuare a sostenerla attraverso la costruzione di una serra didattica che al contempo provvederà a coprire il 100% dei bisogni in pomodori per la mensa scolastica e a generare una rendita con la vendita degli stessi alla comunità locale.</strong><a href="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/DSCN1390-ridotta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2143" title="DSCN1390 ridotta" src="http://www.seminiamoperlafrica.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/DSCN1390-ridotta-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il modello che vedete nelle foto è stato disegnato e testato dal Ministero dell’Agricoltura col quale collaboriamo. La nostra aspettativa è che in un’area ove già abbiamo lavorato con gruppi di agricoltori, l’intervento di sensibilizzare sui loro figli rappresenti il tassello che mancava per rendere perenne quanto stiamo facendo.<br />
Gli studenti lavoreranno durante le ore di pratica agricola in una serra capace di produrre, nelle condizioni reali del clima e dei suoli della regione, per sostenere la scuola e diffondere messaggi di speranza…</p>
<p style="text-align: justify;">Giulio</p>
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